Cose umane

Sabato sera
le donne nei parrucchieri
la commessa del cash’n’carry
sola alla cassa si guarda le unghie
quelli che erano i miei amici di asilo e elementari
gesticolano forte sulla soglia
di una sala scommesse
all’autoradio Mi manchi della Bertè
cose umane, tutte al posto loro
solo io cerco un’altra dimensione
qualcosa che mi faccia mancare
tutto questo poco.

Incredula mi chiederesti

Non fidarti

andrò a svernare in una casa silenziosa

che tu non potrai desiderare

non potrai desiderare.

Non reggeresti

mi sono allenato le orecchie e sono abituato

agli scricchiolii del legno

al vento che fruscia tra le persiane

alle volpi che guaiolano

– appaiono sul viale

veloci come il dubbio –

certamente ti spaventeresti.

Forse all’inizio un poco di poesia

all’inizio però

poi dopo

ti parrà impensabile

senza rima né morale.

Conteresti le ore

dal vespro al primo bagliore

non ce la faresti più

con gli occhi spalancati

incredula mi chiederesti, come fai?

Come fai.

Come fai.

Come fai.

Mi viene da ridere.

Come fai.

Mi viene da ridere mia cara.

Mi viene da ridere ma non lo farò.

Bisogna starsene in silenzio

per ascoltare.