La formica

Hai sentito il morso della formica?
Quella la si voleva salvare
sulla mano mia stava
ho fatto «ahi!» e tu «aspetta aspetta
provo io dammi qua» poggiando l’indice
sul baratro del mio mignolo
avvenuto lo sbarco sulla mano santa tua
l’abbiamo vista salire fino al polso piccolo tuo
sicura raggiungere il gomito retto tuo
spalla poi collo poi scende al centro del petto
lì t’ha sfottuto il chakra tra le tette
«ahi! Oh!» le hai detto
quella é finita nel vestito fiorito
l’hai subito scosso
é caduta grossa rossa tra i piedi mariani tuoi
e poi chissà dove dove dove
e la ciclabile all’una della notte mattina era sola
pure noi, penso
quella volta solo la formica ebbe
un’eroica avventura da raccontare.
Noi poco oltre l’ingresso di casa
gradimmo una specie
come dire, di vorace cannibalismo
tra fiamme sole dentro un’isola
troppo piccola.










