le mie cose più sacre e vane

Chiusa a pugno la mano contiene
tutta questa notte e tante altre
tutta nera la via lattea per troppa luce
qui che per poco o ancora meno si
sfascia il cardine della tenerezza;
a incontinenza avvenuta il raglio
dell’asinello dai denti grossi
ha la risata dello sguaio che fu tuo.
Ho la buca rimasta dalla mareggiata
da toccare con l’illice e la lunare
camminata su alcuni
solo alcuni
tentativi di immaginarti tra i fiordi
di qualcosa che posso indicizzare
tra le mie cose più sacre e vane.










