
Districammo le mani
non rimase che il vuoto
lo riempimmo gesticolando
dando un colore al disordine.
Fermi nello spazio che occupavamo
ci guardammo intorno
cercammo una gravità
alla quale appartenere.
Le carezze orfanelle
se ne restarono sospese
inutilizzate si fecero antiche:
nulla più le riempiva o rianimava.
Al primo schiocco del frigorifero
tornammo alle cose terrestri
smettemmo di domandarci l’amore
compimmo un altro giro del sole;
una terra disabitata dietro le palpebre
e niente da dichiarare
al confine dell’ultimo bacio.
Illustrazione di Ryan Tippery

