Ogni giorno a quest’ora

La signora bionda in tailleur
che dà piccoli velocissimi scatti col capo
per sistemare il ciuffo della frangia
borsa a mano
calze che mi piace pensare autoreggenti
scodinzola sulla traiettoria del marciapiede
sempre
a quest’ora
o poco prima di quest’ora
o poco dopo
sempre
inconsapevole
si affaccia sulla scena urbana
come in un atto teatrale.
Io sul palco regale
ovvero un balcone piccolo
di una casa popolare
assisto onorato-e-rispettoso
al suo piccolo tratto di vita.
La sua storia è quella che può venire
da una signora sulla cinquantina
che ha un probabile imminente piacere
da raggiungere-e-praticare
e che si compie
in un’ora circa
in un posto che chiameremo
amore.

La tua isola

Ma era la prima volta che sorvolavo la tua isola
ci vedevo le radure e i fuochi e i rottami di chi
ha sorvolato la tua isola prima che lo facessi io
ci vedevo i messaggi che mandavano dall’alto
le richieste di aiuto ancora visibili sulla sabbia
e vedevo macchie nere su tutta la tua superfice
ognuna di quelle è stata un grande fuoco rosso
e tu che sei definitiva come le cose improvvise
non hai avuto nessuna pietà per la loro miseria
e ascoltami mia signora dei baci e di salsedine
scongiurami dallo scongiurarti di mai finirmi
concedimi un giorno uno solo la tua isola
permettimi ti portarmi alle guance
la tua sabbia calda di sole
di guardare la clessidra
la marea che si alza
e se puoi ti prego
donami a lei
alla marea
che possa
portarmi
dove tu
non
sei
più.