Aspetto ogni sera

Mentre scende le scale
si allunga tutta
ora rasenta il muro
ed è più bella della realtà
più il tempo passa
meglio occupa lo spazio
aspetto ogni sera
che l’ombra del tuo pianoforte
sfili la sua luce
e si unisca a me.

Direzioni diverse

Il ragazzo le chiede una sigaretta
lei lo guarda cospirando noia
vieni a fumare?
non vengo a fumare!
ma non c’è bisogno di rispondere così.
Lo sai che mentre mangio non fumo.
Quello fa spallucce
esce stringendo la sigaretta tra le labbra
lei lo segue con la coda dell’occhio
poi torna a guardare l’uomo di fronte
che ride con sua moglie.

Commettendo un delitto

La casa bisogna che sia profumata
altrimenti la notte
non ci riesci a dormire.
Intanto
dall’altra parte del mondo
starà albeggiando
e chissà a quale distanza
qualcuno
sta commettendo un delitto;
perché certamente
qualcuno
sta commettendo un delitto
oppure solamente
non sta sopravvivendo
a una notte senza luna.

La palla, di Emanuele Kraushaar

Molto.

Avatar di Paolo Zardigrafemi

Emanuele Kraushaar, oltre a essere il motore di Tic Edizioni, piccola e valida casa editrice romana, è anche un autore particolarmente interessante, con una particolare predilezione per il racconto brevissimo. A marzo ho fatto un salto a casa sua, dalle parti di Trastevere: per un errore dell’Enel, gli era stata tolta la corrente per cui mi ha mostrato la sua immensa libreria a lume di candela. Tra varie chicche, c’era anche il suo primo libro di poesie, pubblicato quando aveva 7 anni. Un enfant prodige che, per inciso, meriterebbe un’attenzione maggiore, o migliore, da parte degli editori – o almeno questo è il mio parere.

La palla
di Emanuele Kraushaar

La cosa che più mi riusciva fare nella vita era la palla.
Mia moglie l’ho conquistata così. Attorcigliandomi su me stesso, con la testa attaccata al sedere e rotolandomi per la strada, veloce e senza sbavature.
Luminoso.
Ero così quando…

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Cronaca di un fuocherello

Comprammo due scatole di diavolina;
mentre lei con l’indice tirava la prima dallo scaffale del supermercato
si voltò nella mia direzione
io guardavo il reparto della frutta secca
e mi fece –
forse è meglio prenderne due
sia mai non riusciamo ad accenderlo –
così le dissi che ok
potevamo spendere qualche centesimo in più
tanto non avremmo mangiato tutta la notte
qualche secono dopo aggiunsi
che le stavamo comprando per sicurezza
perché io poche volte ho acceso un fuoco

 

 

la sera si accese assieme alle serenate dei grilli
vibrava il caldo torrido che portava dalla città l’odore del mare stagnante
la campagna muggiva ancora dei suoni dei pochi contadini rimasti nei campi
ci sistemammo sul verandino
la mia ragazza apparecchiò male sul tavolo di plastica
quello cotto dai pranzi sotto il sole di Luglio
di quando mio padre c’era ancora
e si brindava col vino di mio nonno
che quindi c’era pure lui
ma mio padre è schiattato prima di suo padre
e per sommi capi questo è un pelo più drammatico

 

 

dopo fumò una sigaretta come fosse accavallare le gambe
un vezzo necessario per una donna seduta
le fettine sarebbero state pronte in due paia di minuti
giusto il tempo per guardare il tragitto di una zanzara
che le si posò sul braccio
gonfiò la sua sacca di sangue
si staccò dal braccio
e volacchiò pesante
fino a posarsi giusto sopra il plafone con la luce gialla dell’ingresso
mi alzai e portai con me un piatto e una forchetta
sollevai la graticola
portai la carne a tavola
lei sorrise senza guardarmi

 

 

sul piano della cucina
dentro
oltre le tendine di plastica
notai la busta bianca con le due scatole di diavolina
sigillate
a quel punto
dall’altro mondo
sentii mio padre ridere
quella fu la prima volta che ridemmo assieme.

Una giovane donna

Una giovane donna
con un fazzoletto nero sul capo
entra in una chiesetta di campagna
intonacata di fresco
bianca e luminosa
come le piccole croci di legno d’ulivo
che se ne stanno vicine vicine
perché i morti
non hanno fastidio per gli altri morti
 
la giovane donna
con i capelli di castagno
che le scappano via dal velo
s’inginocchia al Cristo
sibila la sua devozione
poi striscia fino ai piedi trafitti
e glieli bacia
adorando il dio e l’uomo
il figlio e il padre
lo spirito e la carne
 
la giovane donna
con gli occhi oliati di pianto
ora
si fa bagnare dalla luce del giorno
l’incenso e l’odore delle candele
scivolano via dalla veste nera
e se ne tornano dal Cristo
il lentisco colora le tombe
 
adesso la giovane donna
respirando un poco di sole
lancia lo sguardo oltre le tombe
oltre il gracile steccato bianco
oltre i torreggianti cipressi
e tira le labbra
fino a renderle sorriso
 
il giovane uomo
la sta aspettando
in mezzo al campo della vita.

La notte di S. Lorenzo

Questa comoda calma
questo silenzio morbido
che incalza nell’ultimo pomeriggio
quando attracca
sulle rive della consapevolezza
la malinconia liquida della sera
 
questa luce buia
questo frusciare di anime
nel sole che rimuore
quando tutti i cieli si spengono
e sulle spalle bussa il richiamo del riposo
il riscatto chiesto agli insonni
 
questa luna profumata
questo nero coriandolare di stelle
che si bagnano negli sguardi
supplicati di chi ha il talento della fede
meravigliati di chi cerca l’abisso
magnificati di chi aspetta
che le costellazioni cambino
che comincino a brillare al contrario
così da invertire la rotta
di una barca
che si è allontanata troppo
e troppo presto.

A grandi passi

A grandi passi
ti ho camminata
il mare sospirava come una donna
muggiva come lei quando piange
A grandi passi
Dama
come una farfalla bianca
nel mezzo del grande oceano blu
A grandi passi
corriamo ad arrenderci.

Madre notte

Esausta la notte
si concesse
malamente
senza brillare
 
le guardai la sottana
e scoprii le sue lentiggini
bianche come il nulla
sante come le cose perdute
 
Prova a spiegarmi
notte
perché non somigli mai
al sonno che vorrei?
 
 
***
 
 
uomini
cercate
sempre
il buio
 
in tutto
ovunque
bramate
compassione
 
mai
per
gli
altri
 
sempre
e solo
per voi
stessi
 
 
***
 
 
La notte severa
si coricò sull’orizzonte
si confuse con le navi mercantili
e si bagnò di Sole
 
l’aspettai
per qualche ora
al confine
delle montagne
 
proprio quando
cominciai a sentire
il suo profumo
la coscienza m’abbandonò
 
aveva da baciare
altre anime terrestri
e lo fece
senza di me.