Amorenonamore

Da che hai chiesto amore
da lì [in poi] è cominciato il disamore
non soltanto perché tu lo chiedessi: l’hai preteso
io non ho mai ecceduto nel darti il mio, dal mio.
 
Non ho lezioni per nessuno né mai ne ho avute
però conosco il punto esatto in cui sboccia l’errore
ed è sempre nel non considerare il modo con cui l’altro
può affacciarsi al privato sacro sentimento nostro.
 
Ché si ama sempre da soli, amore non amore
questo è il sacrificio il prezzo il contratto.
 
Da che hai chiesto di essere amata
da lì [in poi] s’è stancato il fuoco.

Non era mai salita sulle macerie.

La professoressa non voleva sentirsi sola mai
tutta tenuta attenta a farsi amare da pochi
e da quei pochi moltissimamente
                 – chissà da chi non è stata amata –
me lo chiedevo ogni volta che segnava sul registro
le mie uscite improvvise dalla classe.
Strano era guardarla e capire quanto avesse pianto
durante la notte e persino in macchina
mentre raggiungeva scuola.
Io capivo, ne ero sicuro sicuro sicuro.
Lei era bruttina, ma certamente da sposare
da quello che diceva sapeva cucinare
al mondo ci sapeva stare
e credeva e forse crede ancora
che le poesie siano tutte rime da baciare
una donna semplice era, e probabilmente
è.
Una volta provai a darle quello che mi aveva chiesto
il compito, l’esercizio, eccetera
lo feci male, ovviamente
ma non si disperava
mi trattava come era stata trattata:
senza parlare mi metteva UNO.
Me lo metteva perché ZERO sarebbe stato scontato
       – al di là della semplice battuta.
Ho voluto bene alla professoressa
lei non lo sa;
mi sentivo un po’ Cristo a volerle bene.
La guardavo con occhi di sfida
ma quando poi puntualmente me ne finivo in bagno
a spliffare con gli altri
la pensavo
la pensavo assai
pensavo a quello che l’aspettava a casa       – sola sola –
il dato che avevo era che non aveva alcun amante-amico-marito.
Era un foglio di plexiglass
non le si intravedeva nessuna propensione
io poi che nelle persone ho sempre cercato d’intravedere
un gusto musicale preciso
di lei non ho mai capito quale fosse.
        Grave!
Però ha avuto un grande amore
questo lo so per certo
lo sento per certo, più che altro.
L’ha dilaniata quello.
Non era mai salita sulle macerie.   Anche.
Spesso mi sarebbe piaciuto congelare la lezione
alzarmi
andare verso la cattedra
e chiederle:
viene in bagno con me!?

Le cose del cielo

Io t’ho amata da quando i miei
se la facevano coi tuoi.
E tu eri una ragazzina rossa
con le lentiggini ancora chiare
e io avrei voluto contarle
al posto delle costellazioni
e le cose del cielo.
E ora che sei una donna bellissima
proprio come io t’avevo immaginata
io ti amo e non lo sai
di un amore inconcludente
inutile come inefficace
ma chi lo dice che le cose inutili
non facciano parte del pavimento
sul quale camminiamo la vita?