Le formiche non sanno pregare

Una striscia di calce immacolata
anella la piccola cappella ortodossa dell’isola.
Oltre la calce
per qualche motivo scientificamente dimostrabile
le formiche non vanno;
in questo modo l’uscio della bomboniera sacra è salvo.
 
Le formiche non sanno pregare.
 
Tre grandi alberi di eucalipto vegliano tutto
sfrondano col Meltemi
raffrescando la croce bianca
che svetta nel cielo lattiginoso.
 
L’umidità smeriglia la riva della terraferma dall’altra parte.
 
Tutto ora si siede:
l’uomo della taverna
l’anziano con il komboloi
un enorme gabbiano grigio
e i miei pensieri, infine puliti.

Via Santa Lucia

Le case murattiane colano a picco
nei marciapiedi di pietra
e in un silenzio irrisolto
la via mi dice per chiari cenni
che il caldo costringe gli umani
ognuno nel suo rifugio
ad ansimare
a rinviare
le cose da fare
la lingua nera dell’asfalto
si srotola sulla via lunga
retta
infinita
solamente le cicale aspettano l’amore
le persiane verdi
uniche ferite sulla calce immacolata
nascondono qualche vecchina
che un tempo
ha assaggiato un amore
e nascosto un dolore

 

 

passa un ragazzetto su una bici blu

e spegne le cicale
mano a mano
che avanza
su Via Santa Lucia

 

 

le cicale riprendono

a implorare l’amore
tutto quello che non ho saputo darti.