Pomeriggio, in un caffè di Aghios Dimitrios

La gioia elementare dei ragazzi che guardano la MotoGP
nel bar deserto alle prime ore del pomeriggio domenicale.
Aghios Dimitrios non è l’Italia
e Atene non è Roma
c’è il primato della vita fatta che torreggia sulla vita detta.
Io mi trovo a un piccolo tavolo, fuori
in veranda, solo solo
e quelli guaiscono seduti al tavolaccio lungo, all’interno
tifano Valentino come fosse fratello loro;
il profumo del mio caffè greco si mescola a quello dell’ouzo
qualcuno beve birra Fix
solamente il sole s’azzarda sulle mie mani
filtra dal pergolato fitto di foglie di vite
– le Karelia hanno impregnato persino quelle.
Quante marche in una sola fotografia.
Penso ti sarebbe piaciuto
se ci fossi stata
chiedermi:
a cosa stai pensando?
Guardando me e poi guardando loro
riguardando me e poi riguardando loro
col sorriso bagnato da troppi baci clandestini.

Il primo pomeriggio della mia vita

Il primo pomeriggio
della mia vita
si chiamava
Arianna
aveva otto
o forse nove
cicatrici sul braccio
camminava
sempre a
testa in
giù
e
se
oggi
ancora
si ricorda
un poco di me
è solo perché
una volta
le dissi
che
per me
poteva stare
con la testa in giù
tutto il tempo
che voleva
che tanto
i mostri
restano
mostri
per lei
per me
per tutti.

La notte di S. Lorenzo

Questa comoda calma
questo silenzio morbido
che incalza nell’ultimo pomeriggio
quando attracca
sulle rive della consapevolezza
la malinconia liquida della sera
 
questa luce buia
questo frusciare di anime
nel sole che rimuore
quando tutti i cieli si spengono
e sulle spalle bussa il richiamo del riposo
il riscatto chiesto agli insonni
 
questa luna profumata
questo nero coriandolare di stelle
che si bagnano negli sguardi
supplicati di chi ha il talento della fede
meravigliati di chi cerca l’abisso
magnificati di chi aspetta
che le costellazioni cambino
che comincino a brillare al contrario
così da invertire la rotta
di una barca
che si è allontanata troppo
e troppo presto.

Le buone intenzioni

Nel silenzio del pomeriggio
i televisori degli altri.
Ho passato cinque minuti a non pensarti oggi
pensando di non doverti pensare.
Che farsa le buone intenzioni.