La passeggiata

Mentre passeggiavamo
e ti legavi il pullover alla vita
mi parve che il quartiere fosse
una scenografia perfetta
m’importava solo che quel pomeriggio
ti avessi preparato un buon caffè;
la casa del vigile, alla girata
aveva la veranda con le luci accese
una piccola festa forse o semplicemente
sua moglie che leggeva al fresco;
raggiungemmo il mare
mentre quello muggiva
per scacciare i turisti dell’ultima ora
avrei voluto dirti qualcosa di forte
che potesse incastonarsi con la potenza di quel momento
invece praticai una specie di silenzio
perché posasti la guancia sulla mia spalla
così facendo mi rimboccasti le parole e
senza accorgertene
facesti un capanno attorno alla mia gioia bambina
e cominciasti ad abitarla.

Dinanzi alla tua gioia

La fiumana di Luglio
si liquefa
nelle facce disabitate degli sconosciuti
dilaniate dalla vita involuta
 
il branco che si sposta
mandorle vuote senza frutto
suonano sgomitando
nei vicoli dei centri storici
 
le chianche rigate
dai rivoli d’acqua
che scendono
dai motori dei condizionatori
 
i bed&breakfast
scoppiano di coppie
che non si amano più
e non lo sanno
 
il rito del turismo
nel mito del sud
pagato con una moneta
che non ha facce
 
vorrei essere uno di quelli
che ti hanno vista piangere
che ti hanno sentita guaire
per davvero
 
da bimbo
non esistevano
i carretti bianchi
con la granita di limone
 
e sai
persino quando la stagione raffresca
io sovente barcollo
dinanzi alla tua gioia.