Un fiore feroce

È nato un fiore feroce
a cui non basta bucare il cemento
lui dice zitto i colori dei petali suoi
che il buio annerisce.
 
La tavola in disordine
il vino versato:
cola una goccia rossa
e nel tragitto verso la terra
confonde il senso dell’ordine.
 
Coriandolando
la polvere dà un peso specifico al tempo.
 
Solo i grilli
e i disperati
cercano l’amore
al riparo dalla luce
ingigantendo l’attesa
per un attimo di finitudine.

Quanti poveri stronzi

Quante volte
in quali letti
in quali gemiti
in quali bocche è stato stretto
implorato
baciato
in quanti e quali modi è stato detto
da quante mani è stato scritto
e da quanti poveri stronzi
[come me]
è stato maledetto
il tuo nome?

Il fuoco

Ti ricordi
l’odore del calore che sale dalla spiaggia
che la terra rilascia
nelle notti fresche
che ci ricordava
la promessa del giorno che sarebbe venuto
e ci avrebbe trovati non vestisti
non composti
non avvinghiati
nella morsa di uno nell’altra
sul letto di cotone?
 
E ti ricordi
cosa dicono i greci
quando fanno l’amore
negli hotel a 2 stelle
vicino al tempio di Apollo
quando noi c’eravamo appena svegliati
e avevamo trovato l’americano a mangiarsi 4 uova
sode
perché non avevano i pancake e la pancetta
e ti guardava che tu mi guardavi
che cercavi la gelosia che io non ho mai avuto
né concesso
né praticato
né mai voluto conoscere?
 
La gelosia è il fuoco:
poca riscalda
troppa uccide la vita.

Le cose del cielo

Io t’ho amata da quando i miei
se la facevano coi tuoi.
E tu eri una ragazzina rossa
con le lentiggini ancora chiare
e io avrei voluto contarle
al posto delle costellazioni
e le cose del cielo.
E ora che sei una donna bellissima
proprio come io t’avevo immaginata
io ti amo e non lo sai
di un amore inconcludente
inutile come inefficace
ma chi lo dice che le cose inutili
non facciano parte del pavimento
sul quale camminiamo la vita?

Tutte le onde

Tutte le onde
naufraghe
che esauste approdano alla terra
con la fatica della corrente
che le costringe al viaggio
come marinai senza scialuppa
si avvinghiano
assieme al loro ultimo inerme respiro
alla spiaggia premurosa
vengono accolte
nel momento stesso in cui
smettono di essere onde
divengono risacca
e di nuovo marea.

Lì ci sono i passi

Voglio baciarti gli angoli della bocca.
Lì c’è il tuo sorriso.

Voglio accarezzarti le orecchie.
Lì ci sono le mie parole.

Voglio toccarti le gambe.
Lì ci sono i passi che ti porteranno a me.

Le buone intenzioni

Nel silenzio del pomeriggio
i televisori degli altri.
Ho passato cinque minuti a non pensarti oggi
pensando di non doverti pensare.
Che farsa le buone intenzioni.

Nostri errori di valutazione

Ho pensato
se fossimo le zampe di un ragno.
Ho pensato
se fossimo due rocce dolomitiche.
Ho pensato
se fossimo l’oceano in inverno
a cinquemila metri nel profondo.
Ho pensato
se fossimo due formiche.
Ho pensato
se fossimo le nostre lingue.
Ho pensato
se fossimo le nostre bugie.
Ho pensato
se fossimo due foglie di timo selvatico.
Ho pensato
se fossimo quello che ci raccontiamo.
Ho pensato
poi l’ho fatto di nuovo
e di nuovo ancora
e no
siamo solo i nostri errori di valutazione.

Ti cerco

Oltre la parabola del salto
oltre il cerchio rosso
oltre il senso della fine
oltre il rantolo della vita
oltre la nebbia fitta
oltre la ferita
oltre la supplica
oltre la sera che spoglia il giorno
oltre i suoni della strada nelle case
e le case che si fanno strada
oltre le gocce di una pelle che non conosco
il sale del Mediterraneo
oltre il vincolo del codice che ci diamo
del significato che ci diamo
oltre il corpo
la parola
il compiuto
il gesto
la soluzione
l’incontro
l’abbraccio
il silenzio
il tempo
l’attesa
la disettesa
il canto
infondo alla notte
e oltre
ti cerco.