ho scritto: quante volte si può mancare qualcuno ChatGPT ha risposto: “La domanda è ambigua. Fornisci più contesto.” ho provato allora dati più precisi. età: tredici anni peso: trenta chili mantello: stracciatella nome: Shiro ChatGPT ha risposto: “Non dispongo di informazioni sufficienti.” ho aggiunto la ciotola in cucina i peli sotto il divano l’ombra sul muro la porta che ancora guardo quando sento un rumore tipo quello proprio quello. nessuna risposta. solo il cursore che continuava a lampeggiare.
La tua assenza urla e scassa e rimbalza su tutte le pareti quelle incatramate, quelle ancora linde il veto alla partecipazione amorosa inchiodato all’abisso di un orgogliaccio; triste non poter tornare all’asfodelo solo le ginestre selvatiche reggono il paragone ma troppe spine tra i fiori mielati che durano un tocco solo.
ricordo come fosse ieri il momento in cui [non] salimmo sulla torreifella.
Anche quando [non] andammo altrove fu fantastico
per esempio quel giro in canoa in quel lago in Alaska
durante il quale [non] ripetevi in continuazione “e se ci ribaltiamo?”
e la guida [non] rideva senza capire.
La Transiberiana poi? Quella volta [non] ti portasti appresso trenta libri
e [non] ne leggesti neppure uno perché il paesaggio [non] ci incantava
così tanto da [non] farci dir nulla per tutta la parte russa.
Di tutte le esperienze che [non] abbiamo fatto insieme, però, quella migliore
è sicuro la più dozzinale, bassa, senza traccia di dignità né gusto, cinematograficamente grottesca, vintage, stupida, priva di senso;
ecco, quando [non] ci sposammo a Las Vegas.
Elvis in persona, dalla faccia e dalla peluria vagamente ispaniche
[non] ci cantò “Love me tender” mentre [non] ci porgeva le fedi di latta.
Tu [non] piangesti e io finii per [non] commuovermi con te; ma [non] eravamo ubriachi.
La crociera che [non] facemmo durante la quale eravamo gli unici che non avevano da recuperare un rapporto perso a causa di multiple gravidanze o corna vicendevoli.