E per la miseria quanto cicaleggio per un occhio solo labbra e guance un passaggio della circospezione contezza della distanza un attimo di voluttà e l’impero si disidrata collima con la reale femmina del mondo origine: io canto senza voce ma tu tu conosci il vicolo fortunale del mio cuore? No che no dico io. Rispondi.
ho scritto: quante volte si può mancare qualcuno ChatGPT ha risposto: “La domanda è ambigua. Fornisci più contesto.” ho provato allora dati più precisi. età: tredici anni peso: trenta chili mantello: stracciatella nome: Shiro ChatGPT ha risposto: “Non dispongo di informazioni sufficienti.” ho aggiunto la ciotola in cucina i peli sotto il divano l’ombra sul muro la porta che ancora guardo quando sento un rumore tipo quello proprio quello. nessuna risposta. solo il cursore che continuava a lampeggiare.
La tua assenza urla e scassa e rimbalza su tutte le pareti quelle incatramate, quelle ancora linde il veto alla partecipazione amorosa inchiodato all’abisso di un orgogliaccio; triste non poter tornare all’asfodelo solo le ginestre selvatiche reggono il paragone ma troppe spine tra i fiori mielati che durano un tocco solo.
Alcune case di campagna abitate solo d’estate l’inverno addormite con le cose amate al buio l’umido freddo familiare devi accendere una lampadina e arrivare alla persiana quella resiste prima di scricchiolare poi una bava di luce risveglia il pulviscolo e fa sbadigliare i quadri e il divanoletto e un bicchieraccio fatto orfano da chissà quale fuga ottobrina. Mi sento come una di quelle quando la cancellata cigola saluti il cane varchi il porticato e mi fai desiderare di essere nient’altro di quello che già sono.