Ogni giorno a quest’ora

La signora bionda in tailleur
che dà piccoli velocissimi scatti col capo
per sistemare il ciuffo della frangia
borsa a mano
calze che mi piace pensare autoreggenti
scodinzola sulla traiettoria del marciapiede
sempre
a quest’ora
o poco prima di quest’ora
o poco dopo
sempre
inconsapevole
si affaccia sulla scena urbana
come in un atto teatrale.
Io sul palco regale
ovvero un balcone piccolo
di una casa popolare
assisto onorato-e-rispettoso
al suo piccolo tratto di vita.
La sua storia è quella che può venire
da una signora sulla cinquantina
che ha un probabile imminente piacere
da raggiungere-e-praticare
e che si compie
in un’ora circa
in un posto che chiameremo
amore.

Ho cercato di far assomigliare le cose a te

Non ho mai cercato nulla che ti somigliasse,
piuttosto il contrario,
ho cercato di far assomigliare le cose a te.
Gli oggetti hanno preso le sembianze
delle cose di ogni giorno,
se ogni giorno fosse assieme a me.
 
Lo spremiagrumi
il centrotavola,
il portasapone,
il battiscopa,
lo stendipanni,
il giradischi,
gli asciugamani,
il fermacarte.
Il fermacarte,
già.
 
Cambia aspetto,
non esserti più,
divieni un vento.
Scegli tu quale,
Maestrale? Puoi.
Levante? Puoi.
Tramontana? Puoi.
Libeccio? Puoi.
Ma cambia, ti prego,
non voglio più pensare
che hai una consistenza
materiale
fisica
gravitazionale
se non posso più
tenerti.