Barbecue

Il mio cane
accetterebbe di me ogni cosa
che per gli altri umani
sarebbe inconsueta
sospetta
strana.
Per esempio
potrei accendere un barbecue
ogni mattina alle 6
senza però cuocere nulla:
s’accuccerebbe nel cortile
e dormirebbe sapendo che sono lì
comunque.
Potrei
starnazzare
o imitare il pavone:
prenderebbe ad abitudine pure quello.
Che gli frega?
Quello che conta
è che io ci sia
che io gli esista appresso
non importa in quale modo.
Stamattina
ho letto le ultime pagine
di una raccolta di Simic
poi ho acceso il barbecue
– aspettavo ospiti –
dopo sono entrato in casa
ho aperto un altro libro
di un altro autore
su versi a caso;
sentivo il bisogno di leggere
ancora una poesia
una soltanto
una dose della nostalgia di qualcun altro
un poco di parole giustapposte.
Se il mio cane accetta
posso accettare pure io
di farmi piacere la poesia:
questa cosa strana
che gli uomini fanno
quando quello che c’è
quando c’è
non è abbastanza.
Basta che si esista appresso.
 
 
 
 
* ~ l’acquerello è di Filippo Motole – “Vittorio e Shiro” [2016].

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